Pachinko. La moglie coreana

paola (13/12/2021) - Voto: 5/5
romanzo raffinato e profindo in cui i sentimenti e gli stati d' animo sono descritti minuziosamente nei minimi particolari.eventi lieti e catastrofici si mescolano in un perfetto equilibrio.
Lucrezia (05/11/2021) - Voto: 5/5
Il libro mi ha preso moltissimo, non c'è stato un attimo di noia, le descrizioni erano efficaci e mai prolisse e l'autrice mi ha fatto attaccare molto al personaggio. La storia è inventata, ma neanche tanto, si basa su ricerche dell'autrice, ma mi ha comunque coinvolto nella vicenda della protagonista, Sunja. Il libro racconta la storia familiare che abbraccia tre generazioni durante l'occupazione giapponese nel '900. Una madre che in Corea cerca di sopravvivere e crescere la figlia, Sunja, la protagonista che però resta incinta ed è costretta a trasferirsi in Giappone con un uomo che accetta di prenderla in moglie e crescere un figlio non suo, la cognata Kyungee che finalmente trova una sorella, i figli di Sunja che tentano di uscire dalla condizione di cittadini ghettizzati e tutto sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale. La vita per i coreani in Giappone e in Corea durante l'occupazione giapponese è miserabile, costretti a dimenticare la loro cultura e ad adottare un'altra lingua e altri costumi, è come il gioco d'azzardo del Pachinko, altro titolo del libro. Bellissimo libro.
Laura (09/07/2021) - Voto: 4/5
“La moglie coreana” racconta di Sunja, una giovane donna costretta ad espatriare in Giappone, durante una delle pagine più tristi della storia coreana. L’occupazione giapponese del primo ‘900 ha infatti ridotto i coreani in miseria, cancellando brutalmente la loro identità, costringendoli ad adottare una lingua a loro sconosciuta e a dimenticare per sempre la propria. ⠀ “La moglie coreana” non è solo la storia di Sunja come il titolo può lasciar intendere, ma è un romanzo che dà voce a tre generazioni e a tutte le persone schiacciate dalla società nipponica, un paese dove non c’è posto per chi proviene dalla penisola occupata. ⠀ Il titolo originale del romanzo è Pachinko, un gioco d’azzardo giapponese simile al flipper ed estremamente popolare nel paese del Sol Levante. Un gioco che viene spesso truccato dai proprietari delle sale gioco: solo su alcune macchine si ha una minima possibilità di vincita, mentre sulla maggioranza è matematicamente impossibile. Questo significa essere coreani in Giappone, questa è la vita che racconta La moglie coreana. Le possibilità di successo sono minime ma la forza d’animo e la speranza che contraddistinguono questo romanzo sono immense.
Gaia (07/07/2021) - Voto: 5/5
Ho amato questo libro. Un romanzo famigliare pieno di verità storiche che racconta una parte di modo lontano da noi ma ugualmente interessante. Racconta la storia di una famiglia tra Corea e Giappone, una famiglia portata avanti da donne forti tra le guerre e la povertà. Bello, storia piacevole e che ti dispiace quando finisce.
mysticmoon (05/07/2021) - Voto: 5/5
La moglie coreana è la storia di una famiglia sottoposta alla feroce pressione del razzismo giapponese nei confronti della popolazione che da oltre un ventennio dominano. Ambientato principalmente in Giappone dai primi anni'30 fin quasi agli anni'90 del XX secolo, La moglie coreana narra la storia di una famiglia nata dalle diverse sfumature d'amore: da quello di Sunja, che si è concessa a un uomo che non può sposarla e dal quale aspetta un figlio, e di Isak, che per seguire i dettami del suo credo religioso si "sacrifica" sposando una donna disonorata e accetta di crescere un bambino non suo, ma anche da quello di Yoseb, che teme per la scelta apparentemente avventata del fratello minore, e sua moglie Kyungee, che vede in Sunja il supporto che fino a quel momento non aveva nell'ostile Osaka, città che solo apparentemente offre opportunità ai migranti coreani che vi si recano in cerca di fortuna. Bellissimo