Il giorno dell'ape

Barbarina (16/07/2025) - Voto: 5/5
Uno dei libri più accattivanti che ho letto ultimamente. La lettura non è scorrevole complici anche i diversi registri ma mi è piaciuto tantissimo. Un florilegio di personaggi che restano impressi dopo lettura per un bel po', perché ben delineati e tutti molto particolari... La descrizione di Victor e della sua andatura (3 /4righe) dimostra la maestria dell autore...che dire? Io lo consiglio caldamente
Matteo (08/07/2025) - Voto: 4/5
Ritratto di una famiglia che si autodistrugge (ma che forse era spacciata già da quel fantomatico giorno dell'ape), mentre il mondo stesso si autodistrugge con la crisi climatica. Begli spunti, finale al cardiopalma, bellissimi i capitoli dedicati ai protagonisti maschili (meno efficaci i personaggi femminili di mamma e figlia), ma c'è qualcosa di troppo, qualche ingenuità, qualche passaggio scontato e qualche personaggio troppo banale (vedi il fratello di Dickie) e un taglio di 100-200 pagine avrebbe giovato ai momenti più riusciti.
Maria Rita (01/07/2025) - Voto: 5/5
È un libro scritto bene, una storia difficilmente dimenticabile, eppure è come se a questo libro mancasse qualcosa.
Cri A. (20/06/2025) - Voto: 4/5
"Il giorno dell'ape" è un romanzo famigliare particolare perchè è presente sia la tragedia e in certi la comicità, la classica comicità inglese. Quella narrata nel romanzo è una storia sicuramente ben composta e trascinante ma allo stesso tempo anche confusionaria. Nel complesso è un romanzo che consiglio (nonostante alcune parti non mi hanno del tutto soddisfatto) anche se forse non adatto a tutti i tipi di lettori.
Hortolandia (19/06/2025) - Voto: 5/5
Le vicende di una famiglia di provincia irlandese, provincia che a dire il vero sembra un posto dimenticato da dio, senza mezzi termini definito il buco del culo del mondo. E' un fiume di parole, la punteggiatura rimane a casa, o sul continente se volete, ma il lavoro funziona, ha una sua scorrevolezza mai anarchica: ti ci abitui e ti porta fuidamente in rassegna i personaggi. Ci sono Cass e PJ i figli, Imelda e Dickie i genitori, e poi il compianto Frank fratello di Dickie, Maurice il loro padre, e ancora la terribile famiglia di Imelda, lo strambo Victor, un paio di figure foreste e sinistre, le amiche di Cass. Insomma i personaggi sono ben tratteggiati, la storia cresce mano a mano che li si conosce, la terra è dura per chi ci è andato sotto in fretta (Frank) e per chi invece ha provato a sopravvivere nel suo nome. Non mancano lo smarrimento e i rimpianti, i misteri, il detto e il non detto di alcuni fatti, le rinunce, i sacrifici fatti non si capisce più nemmeno per andare dove, la voglia di vivere altrove in tutti i sensi. Lo raccomando perchè è un lavoro che tiene sempre botta, e perchè il cambio di passo dell'ultima parte appassiona non poco. Era da un po' che un romanzo non mi prendeva così.