Niente di nuovo sul fronte occidentale

Annalisa (19/04/2023) - Voto: 5/5
Capolavoro assoluto da leggere e far leggere nelle scuole! Commovente, forte, crudele, triste. Ti obbliga a riflettere profondamente sugli orrori della guerra.
Matteo (16/12/2022) - Voto: 5/5
Letto molti anni fa e acquistato recentemente per un regalo mi sono accorto di non aver mai fatto una recensione per quest'opera. Remarque, basandosi sulla sua terrificante esperienza di guerra, dà alla luce uno dei libri più potente ad antimilitaristi del XX secolo. Pubblicato a dieci anni di distanza dalla fine della Prima Guerra Mondiale è subito un best seller. Osteggiato durante il regime nazista e tornato in voga alla sua caduta, con trasposizioni cinematografiche e una recente serie TV, Remarque ci fa comprendere quanto sia inutile la guerra. Un libro crudo, talvolta umoristico e violento ma che ci fa capire la realtà del conflitto, la futilità di una guerra di trincea e quanto le vite umane, di una generazione perduta, siano solo appese ad un filo.
Guido (25/10/2022) - Voto: 5/5
Remarque fa un dipinto della prima guerra mondiale, per come l'ha vissuta. Della sua crudeltà e della sua insensatezza. Un libro senza ideologie o morali, solamente sincero.
sergio (29/08/2022) - Voto: 4/5
gran romanzo. mostra ancora tutta la sua forza.
Edoardo (09/12/2021) - Voto: 5/5
Ho apprezzato molto questo libro, per la sua testimonianza lucida e coinvolgente. Tristemente veritiero, questo romanzo – come un reportage di guerra – mi ha catturato sin dalle prime pagine, calandomi immediatamente nella vita del fronte, tra violente offensive e attese interminabili, intervallate da momenti di toccante cameratismo. Lo sguardo del protagonista è piuttosto freddo e distaccato, ma mai privo di una profonda umanità. Vede cadere, uno dopo l’altro, tutti i suoi amici o compagni di scuola strappati troppo presto alla loro giovinezza per “amor di patria”. Tematiche fondamentali sono: le atrocità del conflitto; l’inutilità della guerra, che si avvia ad una sconfitta irrimediabile; il disincanto dei soldati, ormai imbarbariti fisicamente e moralmente. Finale struggente. A mio avviso, molto intrigante l’intenzione di lasciare il lettore in sospeso sulla scelta del titolo, quando soltanto nelle ultime righe si conoscerà il tragico destino di Bäumer, in una catarsi finale che sembra finalmente renderlo “libero” e “sereno”.