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Niente di nuovo sul fronte occidentale
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Matteo
(11/03/2019) -
Voto: 5/5
Pubblicato undici anni dalla fine del conflitto, raggiunse un successo di pubblico per il messaggio pacifista ma fu osteggiato da chi faceva leva sul diffuso malumore su cui si alimentarono il nazionalsocialismo in Germania e il fascismo in Italia.Dire che nel 1933 finì al rogo pare quasi superfluo. E oggi? Che effetto fa , leggere oggi, quest’opera? Il 24 maggio ricorrerà il centenario dell’entrata in guerra dell’Italia e spesso ho pensato alla dialettica tra interventisti e neutralisti che animò il nostro contesto storico. Sapere quali ragioni ci portarono al conflitto non è di gran conforto. Visitare i luoghi che oggi sono sormontati da sacrari, campane della pace, lapidi siglate da cronologie troppo brevi, montagne dilaniate dalla presenza bellica, permette di toccare con mano. Leggere l’esperienza dei nostri dalla penna di Lussu significa scoprire le drammatiche condizioni dei soldati-bambini, dei soldati-contadini, dei ragazzi del ’99 e dell’inefficienza siglata Italia. Leggere Erich Maria Remarque significa elevarsi a una visione trans- frontaliera. Siamo sul fronte occidentale non in quello italiano dell’altopiano di Asiago narrato da Lussu. Se Lussu non si abbandona mai alla denuncia, Remarque invece scrive con l’ottica del reduce, di chi è consapevole che la guerra è stata solo un grande bluff.
Vero
(09/03/2019) -
Voto: 5/5
Un libro attualissimo, crudo e diretto, in cui l’autore cerca di farci comprendere la drammatica situazione mondiale del Novecento e la drammatica concezione umana di questo secolo. Un libro che narra in prima persona la vicenda di un soldato tedesco e dei suoi compagni mandati al fronte. L’autore non si limita alla pura descrizione razionale dei fatti; la realtà viene filtrata dal protagonista e in queste pagine vengono riportate le sue riflessioni sull’uomo, bestia assetata di sangue e sulla guerra.
LORENZO
(11/02/2019) -
Voto: 5/5
Un ragazzo di un secolo fa. Un ragazzo che dalla scuola, dalla sua camera con i suoi libri ed i suoi ritagli di giornale, decide di arruolarsi come volontario nell'esercito. Il suo professore Kantorek e gli altri adulti considerano lui ed i suoi compagni di classe la gioventù di ferro, e loro giungono al fronte pieni di ideali, ma si infrangono contro la realtà cruda della guerra. Una guerra di trincea fatta di bombardamenti, proiettili, schegge e lotte corpo a corpo. Presto si rendono conto di aver letteralmente "sparato" contro la propria giovinezza. Tutto si confonde, vita, morte, amicizia e tutto si riordina secondo le rigide regole del fronte, i commilitoni diventano la famiglia, un'oca arrosto è un tesoro prezioso e portare a casa la pelle è davvero l'unica cosa che conta. Queste pagine raccontano la guerra vista con gli occhi semplici di un ragazzo, semplicemente spietata.
clara
(26/01/2019) -
Voto: 4/5
un libro intenso, che lascia l'amaro in bocca. La guerra vista dagli occhi di chi l'ha vissuta.
Sara
(24/01/2019) -
Voto: 5/5
Questo racconto rispecchia perfettamente i tratti che mi aspettavo avesse: una spietata verità sulla guerra che l'autore non ha paura di dipingerci nelle sue sfumature più cruente. Mi ha completamente rapito, è un libro abbastanza breve ma anche se fossero state 500 pagine ci avrei messo comunque pochi giorni a finirlo. La parte più difficile da buttar giù è l'indifferenza delle persone di fronte a ragazzi giovanissimi e demoliti da una realtà troppo più grande di loro come la guerra.. Consigliato a chi ha voglia di riflettere.
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