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Il passato è un morto senza cadavere
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Fabio S.
(24/11/2024) -
Voto: 5/5
Se non il più bello, certamente il più maturo tra i romanzi di Manzini dedicati a Rocco Schiavone. Due indagini che si intrecciano nella vita del vicequestore, una delle quali lo investe personalmente e questa volta l'intero percorso investiagativo risulta molto articolato e complesso. Tanti nomi e personaggi, il respiro geografico è più ampio del solito e la lettura non può essere frettolosa o distratta perchè in alcuni passi è difficile ritrovare il filo. Sicuramente le analisi introspettive della grigia esistenza di Schiavone sono spesso tristissime e la speranza non sembra certo essere il filo conduttore di questo romanzo che ritengo imprescindibile per gli appassionati della serie. Il solo minimo neo che ho trovato sono alcuni passi descrittivi eccessivi e inutili nell'economia del racconto, forse con una ventina di pagine in meno l'intero libro ne avrebbe giovato. Contrariamente al pensiero di alcuni credo che il finale, un po' frettoloso, ma imprevedibile, fosse il solo possibile data l'intera aura del romanzo. Prosa come sempre impeccabile, soprattutto nei dialoghi e nell'analisi emotiva. Consigliato a chi ama l'intera saga, vuole scoprire un altro capitolo della vita del protagonista e sa gestire un libro complesso e lungo; sconsigliato a chi cerca speranze e indagini semplici e lineari,
Maurizio
(21/11/2024) -
Voto: 5/5
Li ho letti tutti. Conosco Rocco Schiavone dalla prima ora. Questo lo metto sul podio. Manzini è grande. La lettura dei suoi libri scorre, e con Schiavone appassiona. Conosco Rocco. La sua Volvo xc60 (come la mia). In un episodio Seba in fuga è passato da Scheggia che so trova a 10 km da dove vivo io. I suoi dialoghi romani, le gag con i suoi amici romani mi rimandano indietro nel tempo, alle estati, quando da noi si riempivano i paesi di romani, sempre pronti al divertimento. Mi piace da sempre, ma come tutte le cose ce ne sono alcuni che superano gli altri. Questo è uno di quelli. Sul podio. Bravissimo. L'ho divorato...
gettonista
(21/11/2024) -
Voto: 5/5
Si fa leggere rapidamente. Rocco Schiavone dovrebbe smettere di fumare: nuoce alla sua salute fisica e mentale. Meno brillante di altre indagini. Il finale è un po' deludente.
Alessandro
(19/11/2024) -
Voto: 5/5
Forse non tutti gli appassionati di Manzini e di Rocco Schiavone saranno d’accordo, ma questo, a mio avviso, è uno dei suoi romanzi più belli, probabilmente il più bello. Sicuramente il più maturo.. Trama complessa e intrigante, con un finele imprevedibile ed emozionante. Accurata come sempre la definizione dei personaggi e dello stesso Schiavone, del quale qui emergono i tratti più intimi e complessi della personalità, tra paure e turbamenti, e che deve confrontarsi ancora una volta col suo avversario più insidioso: se stesso. Ottima la descrizione degli ambienti e delle atmosfere, financo con qualche incursione nel “gotico”. Non mancano leggerezza e ironia Da non perdere.
La Ele Bazz
(18/11/2024) -
Voto: 5/5
Rocco Schiavone, il vicequestore più politicamente scorretto che ci sia, è tornato. C'è un nuovo caso di omicidio da risolvere in quel di Aosta... (E niente, Rocco Schiavone o lo si ama o lo si odia: io lo adoro follemente!!)
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