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Lo spaventapasseri
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Alessandra
(25/07/2016) -
Voto: 2/5
Non mi trovo d'accordo con i giudizi degli altri utenti. Il libro, che per fortuna non arriva a duecento pagine, è praticamente inconcludente se lo si intende come thriller. Non c'è assolutamente nulla da scoprire che non sia chiarissimo fin dall'inizio, la trama è riassumbile in tre righe e tutto ciò che il presunto investigatore "scopre" lo fa attraverso un sogno e incontrando gente al bar, al comizio o al ristorante... se non fosse per la grande abilità descrittiva dell'autore, che riesce effettivamente a rendere interessante anche la banalità, considererei questo libro una presa in giro. Mi è sembrato che l'idea solamente abbozzata del giallo sia un po' una scusa per farci leggere alcune riflessioni personali sul sessantotto e sulla mezza età... ad essere indulgenti si salva il finale.
Salvatore
(23/05/2014) -
Voto: 4/5
Ho iniziato a leggere questo libro per puro caso. Solitamente mi concentro sugli scrittori stranieri, considerando il fatto che raramente mi ha colpito un noir o un poliziesco italiano. Con questo libro mi sono ricreduto. Spero che ci siano tanti autori in Italia che siano in grado di "imitare" gli intrecci e la suspense degli americani, in particolare. Sin da subito la storia decolla, ti tiene incollato alla pagina finché non termini il libro. Peccato per me, che grazie al mio fiuto, abbia quasi capito sin da subito come andasse a finire e chi era il colpevole. Ma per questo non posso condannare di certo Bruno Morchio. Non do il voto massimo perché il decollo iniziale e l'intreccio tra passato, presente e futuro perdono purtroppo d'intensità man mano che ci si avvicina al finale, che a mio avviso rimane alquanto deboluccio se non ci sarà una continuazione, un libro futuro che ci spiega come è andata a finire. In attesa del seguito e complimentandomi ancora con lo scrittore che senza dubbio merita attenzione, voto: 4/5
Massimo
(04/02/2014) -
Voto: 5/5
Ottimo giallo, costruito bene e scritto con la complicità della malinconia e di una realistica fantasia. Molto apprezzabile l'omaggio e la chiosa al grande Izzo dello splendido Churmo. Un bassaiolo come me, ritrova gli odori di una Genova che ho molto amato da giovane e le atmosfere dei grandi autori e cantautori di quella città. Complimenti a Morchio e alla sua agevole e mai banale scrittura
spaggio
(12/01/2014) -
Voto: 3/5
Bruno Morchio sa scrivere, non c'è dubbio. La lettura è agevole, scorrevole, interessante. Ma la storia raccontata non è, a mio avviso, del tutto solida: convincente nei presupposti, debole nella conclusione. Resta comunque un ampia sufficienza. Non sfugge, ovviamente, il tributo a un grande scrittore come Jenn Claude Izzo, alla sua Marsiglia, al suo Chourmo: nella citazione iniziale, nel richiamo durante il dialogo di Pagano con Lou, nelle bevute di Lagavulin. Per Morchio, Izzo è (giustamente) un punto di riferimento importante e in qualche passaggio del libro tale evidenza è lampante.
Pupottina
(19/12/2013) -
Voto: 5/5
"Gli spaventapasseri fanno paura anche senza saperlo." Un giallo investigativo perfetto!
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