La pulizia etnica della Palestina

Giulia Bosi (31/01/2010) - Voto: 5/5
Un libro fondamentale e sconvolgente, che ci fa finalmente capire quello che è successo in Palestina dal 1948 a oggi (gli archivi dell'esercito israeliano sono stati aperti nel 1998). Ilan Pappe è lo studioso più temuto dall'establishment israeliano, perché il suo è un libro di storia basato su fonti nuove e inconfutabili.
Lonzi Marco (04/03/2009) - Voto: 5/5
E' un libro molto utile per una visione alternativa della verità intoccabile che ci viene proposta da 60 anni sulla situazione in Palestina. Quello che mi ha colpito è la completezza dei riferimenti bibliografici: per ogni episodio viene indicata con estrema precisione la fonte, e le fonti sono quasi tutte di origine israeliana. Il quadro che emerge dalla lettura del libro mina fortemente l'immagine di uno stato d'Israele nel ruolo di aggredito.
alberto (01/02/2009) - Voto: 5/5
una sistematica distruzione del mito d'israele; un doloroso atto d'accusa comprovato da fatti irrefutabili nei confronti dello stato d'israele. un libro che scopre il velo sulla falsa immagine vittimistica che lo stato ebraico ha sempre mostrato di sè. inoltre evidenzia la totale inadeguatezza della difesa araba nei confronti dell'espulsione esercitata dagli ebrei nei confronti dei nativi palestinesi. un libro ceretamente da leggere per chi è interessato alle questioni del medioriente, ma soprattutto una voce fuori dal coro del servizio d'informazione italiano che sempre pone lo stato ebraico come entità etno-politica assediata dal mondo arabo; una tesi che ilan pappè smonta coi fatti in modo preciso e circostanziato.
Giuseppe Angiuli (18/12/2008) - Voto: 5/5
E' uno dei libri più censurati dell'epoca recente. Dimostra delle verità inconfessabili per i sostenitori acritici dello Stato di Israele, così egemoni nel sistema politico ed informativo attuale (infatti nessuno ha potuto trovare una sola riga di recensione su nessun giornale italiano). L'autore, ebreo e cittadino israeliano, attinge agli archivi ufficiali dello Stato ebraico ed ai diari privati di Ben Gurion (storico fondatore dello Stato sionista), fornendoci una prova incontrovertibile di come la pianificazione dello Stato ebraico sia stata contraddistinta, sin dalla sua origine, da un consapevole e lucido disegno di segregazione razziale e di scientifica eliminazione delle popolazioni native palestinesi. Oggi che questo nefasto disegno (auto)segregante di un nuovo Stato fondato su radici etnico-confessionali sembrerebbe giungere quasi al suo compimento, la lettura del libro di Pappe non può che essere quanto mai attuale e illuminante.