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Alma
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aizram
(03/01/2026) -
Voto: 3/5
Nel romanzo Alma, l’autrice sembra divertirsi ad essere enigmistica (enigmistica, non enigmatica). La città fulcro della storia, Trieste, non viene mai indicata esplicitamente, chissà perché, e il lettore ci arriva non immediatamente e per indizi. L’isola di Brioni viene chiarificata solo nelle ultime pagine, quindi anche qui il lettore, all’inizio del libro, è spinto a consultare wikipedia e, tramite la lettura della biografia di Tito, può rintracciare questa isoletta croata a lui collegata e capire alcune cose in più. Del Magazzino 18 non si spiega molto allo stesso modo, ma per fortuna è ormai abbastanza noto che cosa sia: certo, ci si rimane un po’ male a leggere che i due protagonisti, oltre a curiosare tra le foto, si divertano a lanciare contro il muro le porcellane abbandonate dagli esuli. Anche a Franco Basaglia ci si arriva per indizi, soprattutto una volta che si è capito che ci si trova a Trieste. In fondo al romanzo, però, il dottore di nome Franco, non è lui, chiaramente, ma presumibilmente uno dei suoi giovani collaboratori ai tempi della famosa riforma, dunque forse Franco Rotelli? Il papà di Alma, si intende che sia yugoslavo, ed è serbo, come Vili? Ed è immaginabile che una ragazza giovanissima, durante la guerra nei Balcani possa guidare da sola indisturbata avanti e indietro dalla Yugoslavia senza che le accada nulla, senza che la fermi qualcuno? E che nel caos del tempo, appena arrivata a Belgrado incontri in 2 secondi su un marciapiede la persona che cerca, senza sapere dove cercarla? La nuova guerra a cui si accenna, infine, si presume non possa essere che quella in Ucraina. Sono pagine anche ben scritte, ma con molti non detti, molti sottintesi (non solo quelli che ho citato) e con qualche frase che, personalmente, ho faticato a capire, o non ho proprio capito.
Lori
(22/12/2025) -
Voto: 5/5
Triste e lento. Stile piuttosto ricercato , non mi è piaciuto particolarmente perché tratta un periodo storico doloroso in maniera superficiale.
Antinia
(10/08/2025) -
Voto: 5/5
A me è piaciuto molto, è un romanzo denso, il tema del confine, un est che ci riguarda più di quanto sembri, la violenza fratricida delle guerre, l'infanzia, l'abbandono, i tuffi nel mare di Trieste....
Francy
(16/07/2025) -
Voto: 1/5
Avevo investito tanto in questo libro invece mi ha delusa notevolmente. Lettura faticosa senza alcun riferimento storico preciso (non compare nessuna data!). Ambienti e luoghi non sono ben delineati, si parla di Trieste e poi di un'isola ma non si capisce di quale isola si parli. Credo Brioni ma non è dato a sapere. Si parla di centri di salute mentale, forse di Basaglia, ma solo alla fine viene fatto il nome del medico «Franco » ma ci si deve arrivare… Se non si conosce la storia della guerra di quel periodo non la si evince dalla lettura del romanzo. Mi ha molto delusa, non mi ha per niente arricchita anzi mi hanno infastidita le tante parole al vento. Ancora una volta un premio a sproposito. Sopravvalutato! Grande delusione
giacomina dingeo
(20/06/2025) -
Voto: 4/5
Romanzo dolente di persone senza radici, tra mitteleuropa e Balcani, guerra fredda e dissolvimento della Jugoslavia, con Trieste innominata protagonista. Da leggere.
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